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L’Italia è un po’ più “bio”

rapporto-bio-bank-2016AMBIENTE Rapporto Bio Bank 2016 – Il biologico continua a crescere. A confermarlo sono i dati dell’ultimo Rapporto Bio Bank realizzato dall’omonima cooperativa editrice del volume Tutto Bio e attiva dal 1993 nella raccolta di dati sugli operatori del comparto in Italia. Un documento di 50 pagine con i “numeri” di otto tipologie di attività alimentari, di tre del comparto della cosmesi e, per la prima volta, di un report sulle marche bio della grande distribuzione. Il Rapporto è realizzato a cura di Rosa Maria Bertino, Achille Mingozzi ed Emanuele Mingozzi e comprende pure un’interessante classifica delle Regioni leader nella diffusione delle diverse attività. Non presente, ma neppure voluto dai relatori, è l’analisi della qualità dei prodotti biologici distribuiti sul mercato. Il Rapporto può essere consultato e scaricato gratuitamente qui.

Alimentari, l’e-commerce piace più dei mercatini

Per l’analisi del settore alimentare i responsabili del Rapporto hanno considerato 8.882 attività registrando una crescita media del 15% tra il 2011 e il 2015. In termini percentuali gli aumenti più consistenti sono stati registrati dall’e-commerce di alimenti bio (+71%) e dalla ristorazione (+69%), mentre in termini assoluti sono le aziende con vendita diretta a crescere maggiormente con un plus di 343 unità nel quinquennio considerato. Segno positivo, ma modesto, per mercatini biologici e i gruppi d’acquisto solidali, proposte che sembrano avere raggiunto il loro culmine dopo un periodo di espansione interessante registrato nel passato. Viceversa, la forte crescita nel comparto della ristorazione, ma pure dei negozi, è da ritenersi molto positivo poiché ottenuto in un periodo di crisi che ha costretto molte attività commerciali tradizionali ad abbassare le serrande. Un segnale importante che conferma una tendenza verso il “bio”, settore che, come affermano gli autori del Rapporto, continua a essere costituito da numeri piccoli. Ricordiamo, inoltre, che le variazioni indicate sono saldo tra le attività che hanno aperto e quelle che hanno chiuso nel periodo considerato.

Alimenti & Co (2011-2015, +15%) incrementi e numero di attività

+71% e-commerce alimenti (da 167 a 286)

+69% ristoranti & co (da 267 a 450)

+15% negozi (da 1.212. a 1.395)

+14% aziende con vendita diretta (da 2.535 a 2.878)

+13% agriturismi (da 1.349 a 1.527)

+12% mense scolastiche (da 1.116 a 1.250)

+4% mercatini (da 213 a 221)

+2% gruppi d’acquisto (da 861 a 877)

Supermercato, gli scafali sono sempre più bio

Dal Rapporto Bio Bank 2016 arriva la conferma del progressivo aumento dell’offerta di prodotti bio con la marca dei supermercati. Un settore quasi quadruplicato tra il 2001 e il 2015, passando da 644 a 2.259 unità. Una crescita, spiegano i relatori, “determinata sia dall’ingresso di nuove catene, sia dall’ampliamento e dall’approfondimento delle gamme esistenti”. Dopo gli anni di crisi antecedenti al 2013, dunque, la grande distribuzione riprende la strada “bio” e, secondo gli autori, continuerà a perseguirla. Una previsione sostenuta dai numeri. “Da ormai una decina d’anni i consumi di prodotti biologici crescono a due cifre, in controtendenza con il resto del mercato alimentare. Ed è ormai avvenuto il sorpasso delle vendite bio tra supermercati e negozi specializzati: 873 milioni di euro contro 862, in un mercato domestico che vale complessivamente 2.317 milioni di euro nel 2015, secondo i dati di AssoBio”. Inoltre, nei prossimi mesi sono attesi i debutti di nuove insegne (oggi sono 14) e l’ampliamento degli assortimenti di quelle esistenti.

Marche bio dei supermercati, numero di referenze e incrementi più significativi rispetto all’anno precedente

644 nel 2001

1.088 nel 2002 (+69%)

1.363 nel 2003 (+25%)

1.742 nel 2013 (+31%)

2.259 nel 2015 (+22%)

Cosmesi, cresce la bellezza secondo natura

Sono soltanto 539 le attività di cosmesi con prodotti biologici contate dal 2013 al 2015, ma con trend di crescita importanti. Se le aziende che offrono trucchi e profumi “naturali” sono soltanto 29 in più (+13%), le percentuali registrate da e-commerce e profumerie sono a tre cifre percentuali, rispettivamente +103% e +212%. Un boom dovuto sicuramente all’esiguità del mercato, ma che indica un futuro roseo per il settore. Secondo i relatori, i numeri “raccontano in realtà due facce della stessa medaglia. Da un lato l’elevato interesse dei consumatori che scelgono di acquistare la cosmesi verde online, dove c’è solo l’imbarazzo della scelta e la comparazione dei prezzi è rapida, oppure di persona, “toccando con mano” e ricevendo tutte le attenzioni e i consigli del caso. Dall’altro una certa prudenza da parte delle aziende a investire nella certificazione volontaria in un settore senza certezze normative”.

Cosmesi & Co (2013-2015) incrementi e numero di attività

+212% profumerie & co (da 49 a 153)

+103% e-commerce cosmesi & co (da 70 a 142)

+13% aziende cosmesi & co (da 215 a 244)

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Un commento su “L’Italia è un po’ più “bio”

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