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Cresce il biologico, soprattutto al super

LIBRI Focus Bio Bank – Supermercati & Specializzati 2021 – La domanda di alimenti e prodotti biologici continua a crescere durante gli ultimi due anni di pandemia confermando la scelta in armonia con la natura come una propensione per migliorare la salute personale e planetaria. Con l’ascesa della richiesta aumenta pure l’offerta da parte di una rete di vendita sempre più ampia. È quanto emerge dal Focus Bio Bank – Supermercati & Specializzati 2021, volume edito da Bio Bank giunto alla V edizione e che offre una puntuale panoramica dell’andamento dei canali distributivi bio in Italia. Un comparto con un mercato interno arrivato nel 2021 a valere 4.573 milioni di euro con un incremento del 110% rispetto ai 2.175 milioni del 2012, numeri che considerando l’export salgono a 7.480 e 3.375 milioni di euro portando il plus a +122%.

Vendite: supermercati su, negozi giù

Nel mercato interno si registrano dinamiche molto differenti tra i diversi canali. I supermercati nell’ultimo decennio rafforzano la propria incidenza del 268% incrementando il fatturato da 585 a 2.153 milioni di euro. Di fatto hanno ribaltato i rapporti di forza con il canale originario della vendita del biologico, quella dei negozi specializzati. Un settore passato da 1.005 a 996 milioni con un calo dell’1% negli ultimi dieci anni riducendo la propria incidenza sul totale del mercato dal 53 al 26% contro una crescita dei supermercati dal 31 al 56%. Un andamento, per altro, analogo a quello registrato in Francia e Germania. A completare l’offerta bio sono gli “altri canali”, voce comprensiva di negozi tradizionali, erboristerie, mercatini, vendita diretta, gruppi d’acquisto solidali e altro. Una rete con un “peso” di 585 milioni nel 2012 e arrivata a 1.424 milioni nel 2021 con un plus del 143%.

La realtà bio dei supermercati

Dal 1994, anno nel quale Coop ha introdotto sugli scaffali l’ortofrutta bio, la presenza del biologico nella grande distribuzione è costantemente cresciuta come confermano i dati di raffronto tra 2001 e 2020: da 9 a 27 catene, da 92 a 217 referenze medie per catena, da 644 a 5.851 prodotti bio a marchio (+809%). A dominare il mercato è sempre la Coop con 950 referenze, davanti alla new entry Dm con 605 referenze. Si tratta di una catena tedesca di drugstone con forte impronta bio, soprattutto nei comparti di bellezza e pulizia, ma anche nell’alimentazione. Sul podio anche Esselunga a quota 485. Per categoria di merce, l’ortofrutta rappresenta il 22% di tutte le referenze bio nelle marche della Gdo. “Considerando che per ogni prodotto bio a marchio della Gdo (Mdd) ne entrano quasi tre con le marche dell’industria (Idm), si stima un totale di 22mila referenze bio, variamente distribuite in circa 24mila punti vendita, solo nelle 27 catene censite. Nel 2020 restano 8 le catene della Gdo con prodotti equosolidali nelle proprie marche, con un assortimento di 100 referenze. Salgono invece a 13 le catene con cosmesi naturale o bio certificata per un totale di 766 referenze. La scelta di investire su una propria marca certificata di cosmesi è la naturale evoluzione dell’offerta a marchio di alimenti biologici”.

Il mondo dei negozi bio

I negozi del biologico che hanno dato il via alla rivoluzione “naturale” continuano ad essere in sofferenza registrando per il terzo hanno un calo numerico che, nel triennio, arriva al -10% pari alla scomparsa di 150 realtà. Nel 2021 le botteghe attive sono 1.291 (nel 1993 erano 682), il 41% delle quali legate a catene specializzate, anche loro in crisi (-16,6% in due anni). Le ragioni, spiegano gli autori, sono due: “da un lato la riduzione del numero di catene operanti in Italia con il passaggio di Biobottega e Piacere Terra sotto l’insegna NaturaSì nel 2019, poi la chiusura dei 16 negozi Bio c’ Bon nel 2020. Dall’altro il progressivo passaggio d’insegna tra Cuorebio e NaturaSì con la conseguente razionalizzazione della rete di negozi sul territorio”. La percentuale legata ai gruppi cresce al 73% considerando il 32% dei negozi indipendenti che sono aggregati alle catene con programmi promozionali. Ne deriva che le realtà autonome restano appena il 27% del totale. Da ricordare pure che i negozi sono più presenti al Nord (58%) rispetto al Centro (22%) e al Sud (20%) e che le Regioni con più realtà sono Lombardia (199), Veneto (147) e Piemonte (122). La classifica per province vede Roma (94) davanti a Torino (72) e Milano (55).

Accoglienza e prodotti locali

Secondo i relatori “il biologico è strategico per la grande distribuzione perché traina le vendite e resta strategico anche nei prossimi anni. Ma se al supermercato il bio si acquista soprattutto per comodità e convenienza, nello specializzato il motore deve essere l’appartenenza, a prezzi accessibili. Non bastano negozi più grandi e invitanti, assortimenti ampi e profondi con migliaia di referenze se mancano l’attenzione massima ai prezzi, la personalizzazione dell’offerta con prodotti locali e regionali, la conoscenza dei prodotti e dei produttori, l’accoglienza e la preparazione del personale. Al canale storico del biologico l’onore e l’onere del ruolo guida nel mondo del bio, coinvolgendo i clienti come parte di una comunità, azionisti di un mondo migliore”.

Il Focus Bio Bank – Supermercati & Specializzati 2021 è curato da Rosa Maria Bertino, Achille Mingozzi, Emanuele Mingozzi e include dati, infografiche, statistiche e schede dettagliate su marchi e prodotti. Il volume può essere consultato gratuitamente qui

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