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Torri, un eden nella Liguria di ponente

TURISMO Ecovillaggio Torri Superiore – Ci sono posti che rimangono nel cuore. Uno è di certo Torri Superiore, uno dei primi ecovillaggi italiani nato sui ruderi di un borgo medioevale della Liguria di ponente e visitato quasi per caso ormai oltre un decennio fa. Era un’estate di un anno di vita difficile e cercavamo un luogo tranquillo dove riposare nella settimana di ferragosto. La fortuna volle di trovare una stanza appena disdetta e, seppur restii all’obbligo della mezza pensione, accettammo. E ne fummo felici. Scoprimmo un villaggio incantato situato in fondo a una valle dove la strada termina per far posto a sentieri che si addentrano nella natura. Li vicino luoghi belli da visitare, da Ventimiglia Alta ad Airole e, non troppo distanti, le magie di Dolceacqua, Apricale e del Giardino botanico di Hambury. La cucina ottima, con pietanze dal gusto dei sapori genuini coltivati con amore e da condividere con persone dall’animo gentile con il quale scambiare in allegria visioni della vita. E poi il torrente, il nostro salvatore. Al distare di una passeggiata rilassante c’era una pozza dove tuffarsi e sciogliere i muscoli per qualche bracciata, ma pure dove gioire per la vivacità dei bimbi e fare incontri con altri amanti della fauna selvaggia. Ma soprattutto il nostro eden di ferragosto. Passata la vigilia in spiaggia a schivare pallonate e assordati dal frastuono dei bagnanti festanti avevamo bisogno di pace. Il 15 agosto ci incamminammo lungo il torrente alla ricerca di un sito isolato dove fuggire dal mondo. Poco lontano uno scoglio abbastanza comodo per distenderci e quel tanto ostico da raggiungere per assicurarci la quiete ricercata. E trovata con un ferragosto solitario trascorso a leggere, pisolare, ascoltare i suoni della natura e rinfrescarci in bagni in libera nudità. Piacere puro rimasto impresso nella mente che, a distanza di anni, abbiamo voluto rivivere guardando l’altra metà della realtà, quella di coloro che hanno scelto di vivere nell’ecovillaggio. Come Cristina, intervistata per il numero dedicato al vivere comune di AlterAzioni Consapevoli.

A Torri per l’ecoturismo comunitario

Non lontano da Ventimiglia, al termine di una valle immersa nel verde, c’è Torri Superiore, un antico borgo recuperato e tramutato in ecovillaggio nel 1989 da un gruppo di torinesi desiderosi di lasciare il caos della città e vivere in armonia con la natura e con l’umanità. Oggi ci abitano 12 adulti e 7 bambini attivi nell’agricoltura, nell’autoproduzione, nella comunicazione e nel turismo sostenibile. A raccontarci l’esperienza dell’ecovillaggio comune è Cristina, 18 anni di vita comunitaria, 13 a Torri.

Come siete organizzati?

Siamo un gruppo di persone attive nell’agricoltura e nel turismo sostenibile. Il lavoro è auto organizzato: ciascuno ha ruolo e stipendio propri, ma l’aiuto reciproco è frequente. Ogni famiglia ha una casa e ci si incontra per i pasti, pur essendo liberi di cenare con amici o a casa. L’unico appuntamento fisso è il lunedì per la riunione settimanale dove si valutano le attività svolte e si organizzano quelle future.

Come sono prese le decisioni?

Vige la regola del consenso, dell’unanimità. O meglio, senza che nessuno sia totalmente contrario. È una procedura faticosa, ma ricca perché consente di confrontarci, di avere diversi punti di vista. Una dinamica interessante, ci si scontra e poi ci si avvicina. Ad aiutarci ci sono gli strumenti per sanare i conflitti che alla fine si superano da sé.

Come sono le relazioni con l’esterno?

Abbiamo ottimi rapporti con gli abitanti di Torri, il paesino vicino, con loro collaboriamo per lavoro e per la creazione di eventi. Ci credono, a ragione, un po’ strani, ma ormai siamo integrati. Ognuno, poi, ha le proprie amicizie fuori dalla comunità che frequenta in autonomia. È una necessità perché la vita è anche fuori e le “evasioni” aiutano a trovare una maggiore armonia.

Contenta delle scelta comune?

La felicità non è cosa fai, ma come tu interpreti la realtà. Oggi sono felice. La comunità è un’esperienza ricca, di emozioni e anche di rabbia. Ci sono tanti problemi e nessun problema. Nel senso che il reddito è basso, esistono difficoltà relazionali e contrasti sulle decisioni. Ma ogni ostacolo viene affrontato e risolto. Un percorso di conoscenza impagabile, come la condivisione delle emozioni.

Uno spirito che riversate nell’offerta turistica…

Si, l’idea è di dare un’ospitalità “comunitaria”. Per questo proponiamo un soggiorno con mezza pensione per condividere con i visitatori la colazione e la cena, momenti nei quali conoscersi e confrontarsi. Uno scambio reciproco di esperienze che piace: in molti ritornano.

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Questa voce è stata pubblicata il 9 aprile 2019 da in Turismo con tag , , , .
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