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Frico, storia di un amore a primo morso

BLOG Cuoche clandestine – Soltanto tre ingredienti per un piatto sostanzioso, saporito e conviviale. Il frico è tipico della tradizione regionale friulana. Prima di spiegarvi la semplicissima ricetta, vogliamo raccontarvi di come abbiamo fatto “conoscenza” con questo piatto. Era un venerdì d’agosto di tanto, tanto tempo fa. Appena finito il lavoro, saltammo in auto e ci dirigemmo a Est: avremmo raggiunto la Yugoslavia (allora ancora si chiamava così!), fermandoci a dormire lungo la strada. Volevamo passare la frontiera prima che arrivassero migliaia di automobili e, quindi, risparmiarci lunghe code. Il piano era quello di fare una piccola deviazione, dormire a Porcìa (Pordenone) e ripartire di buon mattino per “bruciare” sul tempo gli altri vacanzieri. Alcuni amici ci avevano segnalato un affittacamere (ancora non c’era la moda degli agriturismo), economico e pulito. Arrivammo che ancora era chiaro. Stanchi, accaldati, la bella casa colonica su due piani ci sembrò un rifugio accogliente. Ci venne incontro una signora dall’aria seria, alta, asciutta, poche rughe nel viso dall’incarnato latteo incorniciato dai capelli sale e pepe raccolti a crocchia. Le chiedemmo di mangiare qualcosa, lei rimase interdetta per un momento: non ci eravamo capiti al telefono. Ma, da donna di polso qual era, si riprese subito: “Se vi accontentate di un’insalata di patate...”. Ma certo! che domande. Avremmo mangiato di tutto.

Dopo esserci sistemati nelle stanze ombrose della casa colonica, dove il caldo sembrava non entrare, ci rinfrescammo e uscimmo sull’aia. Una bella pianura verde circondava la casa; viottoli ciottolosi si diramavano in direzione (probabilmente) dei campi. Colonne di moscerini si levavano come pinnacoli dalle punte degli alberi ad alto fusto. All’orizzonte il crepuscolo avanzava. La nostra vacanza era cominciata. Presto la signora ci chiamò: la cena era pronta. Non trovammo l’insalata di patate, ma una frittatona in centro al bel tavolo di legno. “Ho pensato di girarla così” ci disse con una piega appena accennata della bocca, quasi a disegnare un sorriso. “Buona, ci piace tanto la frittata!” esclamammo. Lei ci rispose appena piccata, in italiano con forte accento del suo dialetto “Non è una frittata, al è un frico!”. E fu amore a primo morso.

Ingredienti per 6/8 persone

– 700 g di patate

– 350 g di formaggio Montasio (o altro semistagionato, dolce)

– 1 grossa cipolla bionda

– una noce di burro

– 4 cucchiai di olio e.v.o.

– sale, pepe nero macinato q.b.

Difficoltà: facile – Tempo: 60 minuti 

Per prima cosa lessate le patate. Sceglietele piccole, così ci metterete meno tempo. Ci vorrà almeno mezz’ora perché siano ben cotte. Nel frattempo pulite e affettate finemente la cipolla. Rosolate dolcemente la cipolla con il burro (abbiamo utilizzato di proposito il burro: in Friuli è più tipico dell’olio!). Non fatela bruciare: se serve, unite un po’ d’acqua e abbassate il fornello. Cuocete finché diventerà trasparente. Poi tenete da parte. Una volta cotte, schiacciate le patate. Condite con un po’ di sale (un cucchiaino da caffè circa, ma dipende dal vostro gusto) e una generosa grattugiata fresca di pepe.

Alcune ricette riportano di patate grattugiate a crudo: noi preferiamo utilizzare le patate cotte e poi schiacciate, perché la patata cruda rilascia acqua e otteniamo migliori risultati con il prodotto già cotto. Se volete provare con la patata cruda, fatelo pure!

Riducete a pezzettini il formaggio, togliendo la crosta. Più i dadini saranno piccoli, prima si scioglieranno, ma non state a misurarli col centimetro! Aggiungete la cipolla cotta e il formaggio alle patate schiacciate. Impastate con le mani per amalgamare bene il tutto. Poi mettete 4 cucchiai di olio in una larga padella (la nostra misurava 24 cm di diametro), fatelo scaldare per bene e versateci il composto. Livellate bene e cuocete a fiamma alta per cinque minuti. Poi procedete come se fosse una frittata: con una spatola verificate che la parte a contatto col fuoco abbia formato la crosticina, quindi con un piatto rovesciate il frico e fate cuocere dall’altro lato fin quando si formerà la crosticina dorata. Nel contempo il formaggio fonderà e la delizia sarà pronta. Non fremete: aspettate almeno 15 minuti prima di mangiarlo. Lasciatelo riposare: l’attesa varrà la pena. Buon appetito e…mandi a tutti!

La ricetta completa di foto è visibile qui

Cuoche Clandestine

Blog: cuocheclandestine.blogspot.it

Facebook: www.facebook.com/cuoche.clandestine

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Questa voce è stata pubblicata il 16 marzo 2017 da in Blog, Enogastronomia con tag , , , , , .
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