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Cycle Super Highways, un upgrade per la ciclabilità

onda-verde-autostrade-bici-1 MOBILITA’ Superciclabili – Cycle Highways, Cycle Super Highways, Cykelsuperstier, Snelfietsroute, Radschnellwege, RéseauExpress Vélo: sono le nuove infrastrutture di trasporto emergenti nel Nord Europa, che stanno trainando l’uso della bici, come già il bike sharing, le biciclette a pedalata assistita e le cargobike. In italiano la traduzione è ancora incerta: autostrade per le bici (ma la parola auto è fuori tema), Superstrade per le bici, Ciclabili veloci, Superciclostrade, o Superciclabili? Tratti distintivi sono l’elevata linearità, capacità e velocità media di percorrenza, ottenute riducendo le interruzioni (al massimo una per km), con priorità agli incroci, brevi tempi di attesa se l’arresto è inevitabile, sede allargata, asfaltatura perfetta, attenta manutenzione, pendenza ridotta. Come sono nate? Per risolvere problemi di congestione sulle ciclabili molto frequentate, in paesi e città con un elevato uso della bicicletta (Paesi Bassi e Copenhagen), e aumentare la quota degli spostamenti sistematici medio-lunghi in bicicletta. Più recentemente sono entrate nella pianificazione di paesi e città con quota modale bicicletta media o bassa (Londra e Parigi, Germania e Norvegia), come strumento funzionale a recuperare velocemente il ritardo in termini di ciclabilità rispetto alle città di riferimento e agli obiettivi suggeriti dalle organizzazioni internazionali come la European Cyclists’ Federation. Anche in questi paesi la mobilità ciclistica è favorita come componente rilevante delle politiche ambientali e dei trasporti, per ridurre le emissioni di CO2 o delle polveri sottili, e – nel caso di Londra – per aumentare l’efficienza della rete stradale.

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PAESI BASSI – Nei Paesi Bassi risale agli anni ’80 l’idea di “ciclabili veloci”, riservate ai ciclisti e separate dal resto del traffico veicolare. L’esigenza di “pedalare senza fare code” sulle ciclabili più affollate e di indurre una quota di automobilisti a mettersi in sella è alla base del programma di Superciclabili avviato nel 2006 e incrementato fino all’attuale piano di rete di 675 km, da ultimare entro il 2025. A due corsie e di larghezza tra i 3 e i 4 metri, le Superciclabili sono costruite nella zona più popolata del paese, i cui centri abitati sono vicini tra loro, e hanno lo scopo di mettere in sella i commuter che percorrono fino a 15 km, distanza massima ritenuta appetibile in bicicletta da una larga fascia della popolazione, a condizione di infrastrutture ciclabili adeguate. Le prime Superciclabili realizzate sono state quelle tra l’Aia e Leida e tra Arnhem e Nijmegen, con costi tra i 500.000 e i 2 milioni di euro al km, a seconda della necessità di costruire ponti o sottopassi.

DANIMARCA – Il caso dell’area metropolitana di Copenhagen spicca per le grandi ambizioni e l’aumento degli utenti: già nel 2015 il 45% degli spostamenti sistematici casa-lavoro e casa-studio avviene in sella a una bicicletta, valore prossimo al target del 50% per il 2020, da mantenere fino al 2025. Poiché il 60% degli spostamenti su brevi distanze (sotto i 5km) avviene in bicicletta, il maggior potenziale di crescita risiede negli spostamenti oltre i 5 km, che solo per il 20% avviene in bici e nel 44% in automobile (dati 2012). Per attrarre i commuter di medio-lunga percorrenza, 22 municipalità si sono unite alla Regione Capitale per realizzare la Plusnet, una rete di 26 percorsi “eccellenti” – riqualificati o nuovi – per un totale di 300 km (50 realizzati), inseriti nella rete ciclabile cittadina. Le Superciclabili della Plusnet sono caratterizzate anzitutto dalla collocazione, funzionale a connettere le zone dove si concentrano sedi di lavoro e di studio con le aree residenziali da cui provengono gli utenti e con gli snodi del trasporto pubblico. Come nei Paesi Bassi, l’obiettivo è consolidare l’uso della bici puntando sulla qualità delle infrastrutture e rendendo alcune ciclabili più attraenti, anzi irresistibili, non solo riducendo gli incidenti, aumentando la sicurezza reale e percepita, incrementando la linearità dei percorsi, eliminando intersezioni, aumentando la velocità media e quindi la distanza media percorribile, ma anche migliorando la qualità dal punto di vista paesaggistico e della gradevolezza del percorso. Le intersezioni sono dotate di semafori sincronizzati per consentire l’onda verde al ciclista che procede a 20 km/h, danno priorità mediante linee di arresto avanzate e con semafori separati che offrono il verde anticipato rispetto alle auto. La maggiore larghezza della Superciclabile non consente solo maggiore capacità e velocità media, facilitando il sorpasso, ma anche la conversazione tra due ciclisti che pedalino affiancati, obiettivo indicato con un’espressione apposita: conversation cycling!

Entro il 2025 l’80% della rete avrà tre corsie, standard elevati in termini di asfalto, segnaletica (chiara e immediata, verticale e orizzontale), illuminazione, manutenzione, e priorità di ripristino rispetto alle altre strade in caso di lavori o rimozione neve. In termini di progettazione e design la Plusnet avrà standard comuni e un unico brand e simbolo, come la metropolitana o i treni suburbani: il logo della C (Cykelsuperstier) aspira ad affermarsi come quelli noti della M e della S. Per la Plusnet sono previsti investimenti a livello locale, regionale e nazionale per 54-134 milioni di euro, equivalenti al costo di un km di metropolitana. Il valore economico della Plusnet, secondo le stime, vale in un anno più del costo di costruzione, mettendo in sella 52.000 nuovi commuter ogni giorno, il che significa 7.000 tonnellate in meno di CO2 ogni anno, risparmio di 40 milioni di euro di costi sociali in ambito sanitario, e riduzione della congestione nella Capital Region of Copenhagen, con aumento della competitività dell’intera area. Il solo costo dell’aumento della congestione subito dalla città è stato stimato in 1,34 miliardi di euro ogni anno (fonte: Technical University of Denmark).

GERMANIA – In Germania il governo federale ha inserito le Radschnellwege nel nuovo Piano delle Infrastrutture di Trasporto 2016-2030, dopo la critica alla prima versione da parte dell’Agenzia Federale per l’Ambiente, per l’inefficacia del piano ai fini della riduzione delle emissioni di CO2. Il nuovo piano prevede Superciclabili – nell’area della Ruhr, di Hannover, Francoforte, Norimberga e Monaco – rivolte a un pubblico di pendolari e di turisti. La prima Radschnellweg, la RS1, che attraversa l’area più densamente popolata del paese, la Ruhr, si preannuncia faraonica, connettendo 10 città e 4 università, con un’estensione di 100 km, una larghezza di 4 metri, l’ambizione di sostituire 50.000 spostamenti in automobile e alleggerire la pressione sulle linee di trasporto pubblico nelle ore di punta, con un costo stimato di 180 milioni di euro. Il tratto iniziale di 10 km, tra Essen e Mülheim, è stato inaugurato alla fine del 2015 e corre sul sedime ferroviario dismesso Essen-Duisburg.

REGNO UNITO – A Londra, il programma delle Cycle Superhighways, avviato nel 2008, consiste oggi in una rete pianificata di 11 percorsi continui lungo la viabilità principale, per collegare le zone periferiche al centro e attraversare il centro. Dei 7 percorsi inaugurati, due sono stati riprogrammati come ossatura portante, uno est-ovest di quasi 30 km e uno nord-sud. Il tratto distintivo è la continuità del percorso, più che la riduzione delle intersezioni o la velocità media di percorrenza. Inizialmente criticate come poco sicure, perché in buona parte corsie ciclabili non protette, le Cycle Superhighways sono state trasformate e oggi una quota maggiore è in sede propria. Insieme alle Quietways (7 percorsi segnalati lungo strade secondarie a basso traffico e in aree verdi, di cui uno già realizzato) costituiscono oggi la Central London Grid, 100 km di percorsi sicuri nel centro della capitale, il cui sviluppo è previsto e finanziato dalla “Vision for Cycling”, il piano decennale per la ciclabilità di Londra fino al 2022, finanziato con 913 milioni di sterline (54 per la Grid). Le Cycle Superhighways sono affollate negli orari di punta, e la CS6 nord-sud ospita nel suo tratto sul Blackfriars Bridge il 70% del traffico veicolare che attraversa il ponte.

FRANCIA – Una Réseau Express Vélo di 45 km, cioè di Superciclabili larghe 2 metri per direzione, ha trovato spazio nel piano della mobilità ciclistica (Plan Vélo 20152020) di una città con ridotte quote di uso della bicicletta come Parigi, che ambisce a una rapida crescita della quota modale bicicletta, dal 5% al 15% in 5 anni, con un investimento complessivo di 150 milioni di euro.

NORVEGIA – Un altro paese con bassa quota modale bicicletta come la Norvegia (4%), ma tenuto a dimezzare le proprie emissioni di CO2, ha inserito nel Piano Nazionale dei Trasporti 2018-2030 un ambizioso programma di costruzione di 10 Superciclabili a due corsie, nelle nove città e aree metropolitane principali, con un investimento nazionale dedicato di 850 milioni di euro, per raggiungere una quota modale bicicletta tra il 10% e il 20%. Si prevedono anche esenzioni fiscali e incentivi per l’acquisto di biciclette a pedalata assistita.

ITALIA – In Italia le Superciclabili restano una curiosità estera: non si fronteggiano problemi di congestione sulle ciclabili esistenti come nel Nord Europa e sono finora mancate scelte decise a favore della ciclabilità nelle politiche di mobilità e trasporto, sia a livello nazionale, sia nelle principali città. Se l’attenzione per la bicicletta sta emergendo in ambito turistico, manca ancora nell’ambito della mobilità quotidiana.

UNIONE EUROPEA – Un progetto europeo chiamato CHIPS (Cycle Highways Innovation for smarter People Transport and Spatial Planning) sta mostrando l’efficacia delle Superciclabili nel mettere in sella i commuter che coprono distanze anche oltre 15 km, grazie alle biciclette a pedalata assistita. Sulla spinta di questo progetto, la costruzione di Cycle Highways e l’individuazione di standard comuni sono state inserite nel documento European Cycling Strategy, in fase di elaborazione da parte della European Cyclists’ Federation: un documento strategico che delinea obiettivi e azioni di competenza comunitaria funzionali a raddoppiare la quota modale bicicletta in Europa nel prossimo decennio (nel 2014 era il 7,6%), con creazione di ulteriori 400.000 posti di lavoro in aggiunta ai 600.000 già connessi all’economia del ciclo, per un totale di 1 milione di posti, secondo una prima stima prudenziale. Il documento, destinato alla Commissione Europea, sarà pubblicato in occasione della conferenza internazionale Velo-city, che si terrà nei Paesi Bassi, nelle città di Arnhem e Nijmegen, dal 13 al 16 Giugno 2017. Per scoprire lo stato dell’arte della ciclabilità e toccare con ruota la Superciclabile esemplare tra Arnhem e Nijmegen, non perdete Velo-city 2017!

Giulia Cortesi, project manager FIAB onlus – referente EuroVelo Italia

Articolo pubblicato sul n.8 novembre-dicembre 2016 del magazine ACI “Onda Verde”

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