Slow Revolution

informazioni per un mondo più consapevole

C.A.R., un inferno in terra

william_daniels_car_001

Un campo profughi vicino all’aeroporto M’Poko di Bangui, con circa 1000 sfollati interni che si sono rifugiati in questo luogo per la presenza dell’esercito francese nelle vicinanze. © William Daniels/Panos Pictures.

FOTOGRAFIA FPmagÈ un campo profughi in prossimità dell’aeroporto di Bangui quello rappresentato in una fotografia di William Daniels, vincitore del World.Report Award | Documenting Humanity 2016 – Master Award all’edizione 2016 del Festival della Fotografia Etica di Lodi. Ma lo scenario descritto dall’immagine sembra più vicino a un fotogramma di una pellicola catastrofista sulla fine del mondo che a una fotografia che ci racconta la realtà tragica della Repubblica Centrafricana. Accampati intorno a un vecchio aereo gruppi di uomini e donne offrono uno spettacolo da formicaio infernale.

Sono le conseguenze dello sfascio di una nazione che fin dalla sua indipendenza, conquistata nel 1960 affrancandosi dal controllo francese, ha sempre mostrato una fragilità che negli anni si è estremizzata conducendo alla situazione attuale in cui la violenza ha raggiunto limiti inimmaginabili nella latitanza dello stato. Territorio ricco di risorse naturali straordinarie, la Repubblica Centrafricana non è in grado di assicurare ai suoi cittadini quei benefici che la natura ha assegnato a quelle zone. La corruzione dilagante e sistematica ha fatto sì che la nazione debba essere costantemente sostenuta da interventi esterni. Basti pensare che Médecins sans Frontières è in questo momento il terzo datore di lavoro nello stato, il che rende perfettamente la dimensione del disastro in cui versa il sistema sanitario nazionale interamente dipende da associazioni umanitarie straniere.

La Repubblica Centrafricana ha un sistema giudiziario pressoché inesistente, inerte di fronte alle violenze che si aggiungono alla diffusa malnutrizione cronica e all’accesso alle armi semplice ed economico: “Le bombe a mano”, afferma William Daniels, “che costano quanto delle caramelle, hanno inondato il mercato e la mancanza di prospettive future spinge i giovani ad entrare nei ranghi delle milizie”. Tutto questo ha contribuito a far attribuire nel 2014 alla Repubblica Centrafricana, da parte del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo, il poco invidiabile titolo di secondo paese meno sviluppato nel mondo. A pezzi anche il sistema educativo, che per almeno un terzo della popolazione infantile non ha concesso l’accesso alla scuola. E, se questo non dovesse essere ancora sufficiente, non bisogna dimenticare i rifugiati che sono fuggiti dal paese per rifugiarsi in Cameroun e Chad. Le stime parlano di circa un milione di persone, ovvero più o meno un quinto della popolazione del paese.

Il lavoro di William Daniels è stato premiato, come già accennato, nell’ambito del World.Report Award – Documenting Humanity nella sezione Master Award con la seguente motivazione: “Il racconto di una nazione con scatti sintetici, giornalistici, precisi e asciutti come solo una grande tradizione fotogiornalistica: una nazione spesso simbolo di un intero continente. Uomini, guerre, distruzione e speranza sono davanti a noi coerenti, unite da un filo sottile, fatto di colori e forme. Al contempo le fotografie e i testi nel suo svolgersi ci legano alla storia come solo il fotogiornalismo ai suoi massimi livelli riesce a fare. Fotogiornalismo che racconta ma non aggredisce lo spettatore, che parla alle coscienze ma non urla, che raccoglie dati e fatti senza spettacolarizzazione. Questo lavoro, puro grande reportage, porta lo spettatore davanti a milioni di vite e dipinge un affresco di un’intero paese”.

Sandro Iovine – FPmag

Galleria fotografica, video intervista a William Daniels, link ai siti del Festival di Fotografia Etica e dell’autore sono visibili qui

Annunci
Small-Facebook-Logo
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: