Slow Revolution

informazioni per un mondo più consapevole

Da Montreal al parco delle balene

Viaggio in Canada_017TURISMO Canada, provincia del QuebecMontreal è il punto di partenza del viaggio che ci porterà nella regione dello Charlevoix fino a vedere le balene nell’estuario del San Lorenzo. E’ una metropoli dal carattere poliedrico; c’è l’aspetto dei grattacieli e dello skyline ultramoderno, ci sono i quartieri etnici (ebraico, cinese, arabo e Little Italy), quelli residenziali con vecchie case a schiera rese particolari dalle scale esterne che portano agli ingressi; ci sono negozi di marche arcinote, ma anche di produzioni originali e, nel caso della moda e del design, spesso molto interessanti. Non mancano le gallerie d’arte e abbondano i locali, i ristoranti e, in generale, i luoghi dove rifocillarsi, per tutte le tasche e i palati. La zona storica è quella del porto dove, per non sbagliarsi, i nomi delle vie sui cartelli sono su fondo rosso anziché bianco come nel resto della città.
E’ una metropoli che offre opportunità di interesse per tutti i gusti. Oltre che visitare chiese (la più imponente è la basilica di Notre Dame de Montreal in Place d’Armes), monumenti e musei, è possibile fare un giro, rigorosamente a piedi o in bicicletta, sul tracciato di F.1 del Gran Premio del Canada. Costruito su un’isola artificiale con parte della terra estratta per la realizzazione della città sotterranea (a proposito, anche quella merita un giro), è integrato in un parco letteralmente affollato di scoiattoli e marmotte. Da qui si gode una bella vista dello skyline della città.
Sull’isola vicina, Saint Helene, per chi è interessato ai temi dell’ambiente, è possibile visitare la Biosphere, un luogo privilegiato di informazioni sullo stato di salute della Terra e dei meccanismi ambientali in atto. Situato nella spettacolare struttura costruita per l’Expo del ’67, ospita mostre permanenti e temporanee, oltre che percorsi didattici e di intrattenimento adatti anche ai visitatori più piccoli. A questi ultimi, ma non solo, potrebbe risultare assai gradita una visita all’insettario che dispone di un vasta collezione di esemplari, anche vivi, in grado di suscitare insieme fascino e raccapriccio. Si trova nel parco di Maisonneuve, che ospita anche lo splendido giardino botanico, uno tra i primi al mondo per bellezza ed estensione e che ogni anno aggiunge un nuovo padiglione. Sempre in zona (proprio di fronte allo stadio olimpico del ‘76) merita una visita anche il “Biodome”, dove sono riprodotti gli ambienti naturali e alcuni degli ecosistemi più belli e interessanti del Nord America.
Per la sera, oltre ai numerosi ristoranti per tutte le tasche e dall’ottimo rapporto prezzo, qualità e quantità, può essere una buona idea andare ad assistere a uno spettacolo del circo (rigorosamente senza animali) nel teatro circense del Tohu. Insieme alla vicina sede del famoso Cirque du Solei è il fulcro della città degli artisti del circo. Qui, a conferma della vocazione all’eco-sostenibilità della città, le recenti strutture sono state realizzate interamente con materiali di riciclo e ricevono energia e calore dal contiguo moderno termo-valorizzatore.

Nel cratere del meteorite
Da Montreal con un auto a nolo ci spostiamo a Quebec City, una delle città più antiche del Nord America, che può vantare un passato di oltre quattrocento anni e ciò contribuisce a renderla una meta di turismo intenso. Il suo centro ha mantenuto le caratteristiche storiche, per impianto e per costruzioni, ma è affollato di negozi di souvenir e di artigianato per turisti che le conferiscono un tono lezioso e quasi stucchevole. Ciò non toglie che sia un luogo di interesse notevole per conoscere, anche attraverso la visita dei musei, la storia e le origini del territorio e della popolazione canadese che, ricordiamo, comprende non solo inglesi e francesi ed europei in genere, ma anche inuit e indiani d’America.
Lasciando alle spalle Quebec City e proseguendo lungo il San Lorenzo in direzione Nord–Est, in meno di un paio d’ore immersi in un paesaggio naturale dolce, ondulato e riposante, caratterizzato da boschi d’acero e fattorie, si raggiunge la regione dello Charlevoix. Ciò che la rende particolare è il fatto di essere il risultato dell’impatto di un gigantesco meteorite del diametro di 2 km e pesante 15 miliardi di tonnellate, precipitato dallo spazio a circa 60.000 km/h. Le conseguenze del cataclisma, avvenuto 350 milioni di anni fa, si riflettono nella configurazione orografica del territorio: al momento dell’impatto il corpo celeste ha istantaneamente vaporizzato la crosta terrestre (3000° Celsius) causando un vasto cratere di oltre 55 km di diametro, dimensione che lo rende uno dei dieci più grandi della Terra. Ma, soprattutto, lo rende un territorio dalle caratteristiche uniche anche per flora e fauna: nei suoi 6000 km2 è possibile incontrare tutti i tipi di vegetazione che crescono nelle diverse regioni del Quebec, ammirare foreste di latifoglie e attraversare paesaggi e ambienti tipici della Taiga dell’estremo Nord (con fauna che comprende anche i caribu). Si spazia dal panorama montano offerto dai monti Laurentini a quello dell’estuario del fiume San Lorenzo.

Dove regna l’aquila e la natura
A pochi chilometri verso l’interno dalla cittadina costiera di La Malbaie troviamo il Parc National des Hautes-Gorges-de-la-Rivière-Malbaie. Questo parco creato nel 2000 si estende su una superficie di 224,7 chilometri quadrati e permette di praticare molte attività a stretto contatto con la natura. Oltre a fare passeggiate non particolarmente impegnative per difficoltà e lunghezza dei percorsi, è possibile noleggiare delle mountain bike e fare escursioni fino a 56 chilometri di lunghezza, costeggiando il fiume La Malbaie che scorre in una profonda gola. Il corso d’acqua, lungo complessivamente 154 km e compreso nel parco nazionale per 35 km, è navigabile anche con canoe e kajak che si possono noleggiare nel parco. Chi predilige una contemplazione della natura in relax, può scegliere di navigare nella gola con il bateau-mouche. Oppure concedersi una giornata di pesca, dopo essersi procurato e aver affittato sul posto tutta l’attrezzatura e i permessi necessari. Tra le molte specie animali che vivono nel parco, in particolare è possibile incontrare la maestosa aquila reale e l’elegante falco pellegrino (ne sono stati censiti rispettivamente 2 e 4 esemplari), la lince canadese, castori, caribu e tanti altri esemplari della fauna locale.
La ricettività turistica della zona di La Malbaie è assai ricca e varia. La regione gode, inoltre, di una meritatissima fama per quanto riguarda la cultura culinaria ed enologica. E, molto spesso, l’attenzione alla qualità dei piatti parte dalle materie prime che sono di tipo “bio” e di provenienza locale. Tutte caratteristiche che rendono La Malbaie il luogo ideale per una sosta prima di raggiungere più a nord Tadoussac, dove sorge il centro di studi dei mammiferi marini e da dove partono le escursioni per “Le Parc Marin du Saguenay-Saint-Laurent”: hic sunt balenas, ossia qui si vedono le balene.

Alla ricerca di Moby Dick
Per arrivare a Tadoussac bisogna attraversare il Fjord du Saguenay con il traghetto che fa da spola tra le due sponde. Da qui è già possibile notare in lontananza gli spruzzi emessi dagli sfiatatoi di alcuni esemplari di cetacei. Per sapere tutto sui mammiferi marini bisogna andare al Cimm ossia “Centre d’interpretation des mammifères marins” che si trova a pochi passi dalla marina di Tadoussac. Nel Centro sono disponibili tutte le informazioni sulla colonia di balene che abita questa zona dell’estuario del San Lorenzo all’inizio del Laurentian Channel, caratterizzata dall’abbondanza di plankton, loro principale alimento. Tutto, a cominciare dalle origini (recente la scoperta di un nuovo antenato, l’Indohyus) per proseguire poi con il loro comportamento (la balena azzurra per muovere la sua massa di circa 100 tonnellate ha bisogno di 2/4 tonnellate di krill al giorno). Tutte le nozioni, anche quelle sull’attività e sulle metodologie di ricerca, sono rese più coinvolgenti grazie alla presenza di postazioni interattive, filmati e del personale qualificato a disposizione dei visitatori.
Dopo tanta teoria è tempo di pratica. È tempo di provare a incontrare e vedere da vicino qualcuna delle otto specie di “Toothed whales” (ossia balene con denti, complessivamente ne esistono 70) o delle cinque di “Baleen Whales” (ossia balene con fanoni, di queste nel mondo ce ne sono solo 13 specie) che vivono in questo particolare tratto di acqua salmastra. Il mezzo migliore per andare in mare a osservare le balene è il gommone. I centri che organizzano le escursioni forniscono le cerate imbottite per affrontare gli schizzi, il vento e la temperatura dell’aria che, in mare aperto, di solito è 10° più rigida di quella registrata sulla costa.

Emozioni intense con i cetacei
Una volta raggiunta una zona in cui sono stati segnalati i cetacei (l’aggiornamento è quotidiano), i motori dell’imbarcazione vengono spenti e la biologa marina che ci accompagna spiega le tecniche di avvistamento e come distinguere i mammiferi marini in base al loro comportamento. Intanto il capitano sulla postazione di guida rialzata scruta la superficie del mare. Finalmente avvista una balena a circa 400 metri, avvia i motori e parte veloce per arrestarsi a 70 metri di distanza. Più avanti non si può andare, questo prevede il rigido regolamento che tutela i cetacei della zona. Ma la balena può avvicinarsi. E così succede spesso. Perché sono curiose. E quindi, dopo essersi inabissata, riaffiora in superficie a pochi metri di distanza dal gommone. Tutto accade in un lungo attimo. Una volta sparita, scivolata di nuovo in mare, resta solo una sorta di “chiazza” d’acqua persistente, creata dai vortici e dalle turbolenze prodotte dalla massa della balena e dalla sua coda.
Dopo il primo incontro è inevitabile la voglia di rifarlo e insieme crescono la frenesia da ricerca e l’adrenalina da avvistamento. Gli incontri si ripetono, le specie avvistate sono diverse, la capacità di osservare si affina, le emozioni provate sono sempre intense. L’attività di osservazione delle balene si dimostra niente affatto passiva, anzi avventurosa ed eccitante. Per chi è a caccia di immagini, quasi una sfida. Il “whale watching” a Tadoussac nel “Parc Marin du Saguenay–Saint-Laurent” è la degna esaltante conclusione del viaggio alla scoperta delle attrazioni della regione canadese dello Charlevoix.

Lorenzo Pasinetti

Annunci

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 13 aprile 2016 da in Turismo con tag , , , , , .
Small-Facebook-Logo
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: