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Qualcosa da perdere

potente1.inddLIBRI Recensione – Imbattervi in “Qualcosa da perdere” è impresa ardua. Scritto da un giovane autore e pubblicato da una piccola casa editrice, difficilmente varcherà le soglie delle librerie in un mercato editoriale scarno di creatività e saturo di nomi di richiamo per i pochi lettori rimasti nella Penisola. Con un po’ di fortuna lo troverete in qualche bottega indipendente gestita da un libraio ancora curioso di scoprire nuove voci narrative e abbastanza coraggioso da proporle sui propri scaffali. Solerzia meritevole di essere premiata, come lo è stato il romanzo di Davide Potente segnalato al Premio Italo Calvino per la “leggerezza” della scrittura, “la brillante ironia con cui affronta (…) l’odierna realtà del precariato e dell’inaffidabilità accademica” e come realistico “manifesto dello scetticismo, sottilmente disperato, delle nuove generazioni”.

Esistenza precaria

Protagonista del romanzo è Daniele Massa, giovane pugliese trasferitosi a Bologna per gli studi universitari. Laureatosi, si avventura nel mondo del lavoro nella speranza di evitare quello che il destino sembra avergli predestinato: il ritorno nella città natale con una valigia piena di sogni infranti. Un fato dal quale rifuggono pure Giovanni e Valerio, studenti avventuratosi al Nord che spartiscono con Daniele e Brooklyn, il pesce “radioattivo” con tendenze suicide, l’appartamento ornato di decine di fotografie degli inquilini passati al quale presto si aggiungeranno le loro. Freschi possessori di un titolo di ateneo che nell’Italia odierna troppo spesso risulta utile soltanto per rendere meno spoglia una parete bianca, i tre giovani affrontano la nuova vita di precariato fatta di lavori dequalificati, mal retribuiti o privi di compenso. Una realtà che sembra condannarli “a viverci addosso” in una “repubblica democratica fondata sull’arte di arrangiarci”, a essere “menti inascoltate, quando non derise e offese”, vittime di “un delitto intollerabile”.

Generazione “differenziata”

Un destino, quello di Daniele, Giovanni e Valerio, troppo reale in un Paese dove il 53% dei laureati non riesce a trovare lavoro entro i tre anni dal conseguimento del dottorato e nel quale i giovani in cerca di fortuna all’estero continuano a crescere. Sarebbe da “mettere a ferro e fuoco l’intera nazione”, ma i giovani appaiono “troppo disillusi per tentare una reazione, scortati dalla lucida consapevolezza che le cose non sarebbero cambiate comunque”. Perché “la nostra generazione non fa la differenza, al massimo la differenziata”. Eppure Daniele non si rassegna, certo che “il Signor Domani è una persona ritardataria e inaffidabile” che tramuta l’attesa di una vita in un’esistenza mancata. Meglio vivere, continuare nella costante ricerca di trovare qualcosa. Qualcosa da perdere.

Romanzo schietto e benefico

Abile sceneggiatore di cortometraggi e spot pubblicitari, Davide Potente miscela con attenzione descrizioni cinematografiche, dialoghi goliardici di studenti universitari, momenti noir con altri rosa e inserisce con sapienza narrazioni sospese capaci di trattenere l’attenzione del lettore fino al suo svelarsi. Non mancano citazioni ad eventi tragici che hanno aperto una “ferita incurabile” e lasciato una cicatrice indelebile nella storia nera d’Italia. L’esito è un romanzo schietto sull’odierna condizione giovanile, ma capace di guardare oltre, di scrutare nelle esistenze di coloro con molte primavere alle spalle. Un libro carico di speranza per chi ha il coraggio di mettersi in gioco e la fortuna di incontrare adulti con la saggezza di sapere giudicare. Come accaduto al romanzo stesso, scritto durante il soggiorno a Bologna dell’autore, abbandonato per il disinteresse palesato da molti e ripreso grazie alla sapienza una editor capace del proprio mestiere. E che ha il merito di destinare all’AIL di Bologna (Associazione italiana contro le leucemie, linfomi e mieloma) i proventi dei diritti d’autore riservati all’autore.

L’Autore

Davide Potente, classe ’84, ha studiato comunicazione a Bari e cinema a Bologna , prima di trasferirsi a Roma e Milano per lavorare in ambito culturale e pubblicitario. Tornato in Puglia, lavora come sceneggiatore e copywriter. Insegna sceneggiatura all’Accademia del Cinema di Bari.
Ha pubblicato il romanzo Teoria del Risveglio (Arduino Sacco Editore, 2011) e vinto alcuni premi letterari per racconti e sceneggiature.

Scheda

Autore: Davide Potente

Titolo: Qualcosa da perdere

Pagine: 126

Immagini: no

Prezzo: 15 euro (2016)

Editore: ExCogita Editore – Collana Voluminaria rosso

Anno: 2015

Sito: www.excogita.it

 

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Questa voce è stata pubblicata il 8 gennaio 2016 da in Libri con tag , , , , , .
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