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Camminare per i diritti

change your shoes_okAPP Change your shoes – Conta i passi e il tempo del camminare. E neppure con precisione. Per il computo dell’alternarsi della gambe l’app gratuita per smartphone iOS e Android Change your shoes tramuta ogni metro rilevato dal GPS in 1,6 passi, cioè stimando una distanza di 62,5 cm a prescindere dalla persona. Un valore realistico per un umano di statura bassa, ma sottostimato per chi supera i 175 cm di altezza. Mancano pure i chilometri percorsi e altri valori di interesse, quali le calorie consumate o l’andatura media. Eppure oltre alla grafica attrattiva le ragioni per installare e usare Change your shoes sono importanti: esigere dall’Unione Europea un’etichettatura più trasparente sull’industria delle calzature. Richiesta imprescindibile.

Scarpe “sporche”

Dei 120 euro sborsati per l’acquisto di una scarpa da ginnastica prodotta in Indonesia soltanto 2,5 euro, il 2%, va al lavoratore che l’ha prodotta. Il restante se lo spartiscono il marchio (26 euro), l’azienda produttrice (20, compresi i 2,5 euro di paga), il distributore (5) e il punto vendita (45), oltre alla quota dovuta a trasporti, tasse e Iva (24). La situazione non migliora nella sostanza in India, Messico, Brasile o Cina, paese dove si assemblano i due terzi degli oltre 22 miliardi di calzature realizzate all’anno. Un compenso che spesso non consente di raggiungere un salario dignitoso, come in Bangladesh dove a fine mese si accumulano 49,56 euro, appena il 19% del livello di sussistenza stimato in 259,80 euro. Non solo. Chi cuce e incolla le nostre scarpe non è privo delle basilari forme di tutela e spesso esposto senza le necessarie protezioni a sostanze dannose per la salute, come il cromo esavalente e altri agenti chimici. Violazioni riguardano pure il lavoro minorile, il diritto sindacale e l’inquinamento delle aree adiacenti alla fabbrica dove vivono i lavoratori.

59 milioni di passi

Condizioni di lavoro e ambientali inaccettabili che hanno indotto 18 organizzazioni impegnate nella difesa dei diritti umani e dell’ambiente d’Europa, Cina, India e Indonesia a promuovere a fine luglio Change your shoes. Una campagna inserita nel più ampio progetto mondiale a difesa dei lavoratori dell’industria tessile, il Clean Clothes con sezione italiana denominata Abiti Puliti, per il quale è stata sviluppata l’omonima app. L’intento è raccogliere 59 milioni di passi dei cittadini europei per presentarsi ai politici di Bruxelles forte del supporto della popolazione del Vecchio Continente. E domandare l’approvazione di norme sulle etichette delle scarpe capaci di informare i consumatori sulle condizioni umane al quale sono sottoposti gli operai dei calzaturifici e sulla presenza di eventuali sostanze tossiche che potrebbero ripercuotersi sulla salute. Una richiesta di maggiore trasparenza che consentirebbe di scegliere i prodotti che tutelano i diritti dei lavoratori e dell’ambiente, nonché di essere sicuri di indossare scarpe prive di composti chimici dannosi.

Appello alla marcia

A più di cinque mesi dall’avvio della campagna Change your shoes i cittadini europei non sembrano avere colto l’opportunità offerta loro. Al 20 novembre soltanto 8.383 dei più 500 milioni di abitanti dell’Unione Europea hanno voluto fornire il proprio contributo collezionando 20,2 milioni di passi, pari al 34% dell’obiettivo fissato dagli organizzatori. Il merito è soprattutto di austriaci (6,9 milioni di passi) e spagnoli (6,8) con quote di rilievo pure dei camminatori di Repubblica Ceca (2,4) e Polonia (1,2), mentre l’Italia (250.000 passi) fa peggio della Germania (650.000) ma meglio della Francia che con appena 24.000 passi registrati sembra ignorare la questione. Un’indifferenza diffusa che non agevola l’opera delle associazioni impegnate nella campagna e, in qualche modo, ci rende complici degli sfruttamenti in corso. Atteggiamento ancor più incomprensibile in un periodo dove la protesta contro le lobbies dei poteri forti è in crescita e nel quale è più semplice fornire il supporto a favore dei gruppi di pressione “buoni”, come quelli coinvolti in Change your shoes. Di certo sarebbe suggestivo vedere i manifestanti in marcia per la difesa dei propri diritti “donare” i propri passi per la tutela dei diritti altrui o i consumatori di suole, come gli appassionati di trekking e di running, camminare e correre per togliersi dai piedi le scarpe “sporche”.

Per approfondire

Abiti Puliti

App Change Your Shoes

Il mondo della calzature

Clean Clothes

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Questa voce è stata pubblicata il 22 novembre 2015 da in Tecnologia con tag , , , , , , .
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