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L’altra spesa

EDA_132*185_capitolo_2livelliLIBRI RecensionePerché acquistare cibo proveniente da coltura intensiva che contiene sostanze dannose alla salute e sono meno gustose? Perché comprare frutta fuori stagione proveniente dal Sud America che per ogni chilo brucia 7,1 kg di petrolio e ne libera 22 di CO2? Perché scegliere i prodotti di aziende che non rispettano i diritti del lavoratori e dell’ambiente? Sono alcune delle domande che hanno dato origine al consumo critico, un mondo costituito da realtà molto diverse, come il commercio equo e solidale, le associazioni contro la criminalità organizzata, i mercati biologici urbani o i Gruppi di acquisto solidale. Ad unirli è la consapevolezza che, per dirla con le parole del missionario comboniano Alex Zanotelli, “quando compri, voti”. Perché, spiega il religioso, “i consumatori esprimono un voto per ogni prodotto che scelgono e segnalano alle imprese i comportamenti che approvano e quelli che condannano”.

Il “movimento” dei Gruppi di acquisto solidale

A fornire una panoramica delle metodologie alternative di acquisto è “L’altra spesa”, libro che si focalizza prevalentemente sui Gruppi d’acquisto solidale (Gas), senza dimenticare le altre realtà del consumo critico con le quali gli stessi Gas si relazionano. Con saggezza gli autori, che sono loro stessi dei “gasisti”, evitano di dare una definizione rigida dei Gas, realtà molto eterogenea, preferendo illustrare le ragioni che li muovono, i principi sui quali si fondano e le “regole” non scritte che li caratterizzano. Un racconto che vi accompagna dalle origini del movimento incentrato sull’acquisto collettivo di cibo biologico e sulla difesa dell’agricoltura sostenibile ai successivi sviluppi. Dalla realizzazione dell’intera filiera bio della produzione del pane promossa da 25 Gas della Brianza ai progetti che allargano i propri orizzonti alle attività “no food”. Iniziative che hanno portato alla creazione di aziende che offrono cosmetici e detersivi sostenibili, servizi internet e telefonici no profit, abbigliamento etico e ecologico e altro soluzioni che consentono agli utenti di avere prodotti di qualità e di contribuire attivamente per un’economia che si basa su etica, ambiente e solidarietà. Aspetto, quest’ultimo, di grande rilievo ai quali gli autori dedicano una sezione specifica.

Il mondo “critico” e “tradizionale” a confronto
A completare il quadro sono i racconti dei protagonisti del movimento dei Gas, gli approfondimenti su tematiche specifiche, le interviste ad esperti e alcune “rubriche” molto interessanti. Se “Dieci mosse per fare un Gas” e “Dieci punti di domanda” sono delle simpatiche trovate per chiarire molti aspetti della pratica del consumo critico, è decisamente geniale il capitolo conclusivo, “Sinossi storica”. Si tratta di undici pagine che mettono in parallelo gli eventi essenziali che hanno caratterizzato la vita politica italiana e nel mondo dal 1992 al 2009 con le iniziative intraprese nello stesso periodo dal consumo critico e l’area Gas. Un raffronto che evidenzia l’esistenza di due concezioni del mondo contrapposte con quello del consumo alternativo che sta conquistando sempre più adepti ed erodendo dalle radici i valori dell’economia tradizionale ponendo le basi per un modello più equo e sostenibile.

Attento al dibattito interno, meno al mondo esterno
La scelta di Bernelli e Marini di dare ampio spazio al dibattito interno ai Gas e di estendere l’analisi alle altre aree del consumo critico è nel contempo il pregio e il limite del volume. Pregio perché consente di comprendere le diverse anime dei Gas e offre una visione completa di quello che spesso è definito “un altro mondo possibile”, alternativo a quello della grande distribuzione con i suoi effetti collaterali su società e ambiente. Un valore reso più consistente dalla profonda conoscenza del settore degli autori e dallo stile leggero della narrazione. Il limite è quello di rubare spazio a concetti ben noti a chi aderisce al consumo critico, ma meno alla maggioranza della popolazione. Ad esempio, l’importanza di effettuare un’altra spesa è rimarcata, ma potrebbe essere supportata da dati statistici e studi che rivelino la tossicità e le alterazioni al territorio apportati da colture con pesticidi e diserbanti chimici. E se sul cibo sono forniti elementi che possono illuminare le menti, mancano quasi del tutto le ragioni per indurci a cambiare abbigliamento per prevenire i danni ambientali e sanitari generati dall’industria tessile o passare a un fornitore energetico che si affida alle rinnovabili per la produzione della corrente. Una mancanza che non compromette la validità generale del volume, nel quale si trovano numerosi elementi per intraprendere una rivoluzione pacifica e sostenibile dal basso.

Autori
Michele Bernelli, nato a Milano nel 1959, è giornalista professionista dal 1981. Svezzato da cronista sportivo, ha curato per trent’anni una rivista specializzata di erboristeria. Svolge attività freelance sui temi della salute naturale e del biologico, ha scritto guide e itinerari di viaggio. Con Giancarlo Marini ha dato vita al Gasd’8, ed è socio fondatore di GAS Energia.

Giancarlo Marini, nato a Milano nel 1954, è giornalista professionista dal 1985. Ha lavorato, tra gli altri, a Il Giorno, la Repubblica, l’Unità e oggi collabora da freelance su temi di economia e consumo. È stato referente del nodo milanese di Rete Lilliput, con Michele Bernelli ha dato vita nel 2004 al Gasd’8, gruppo di acquisto solidale del QT8 di Milano

Scheda
Autore: Michele Bernardelli, Giancarlo Marini
Titolo: L’altra spesa. Consumare come il mercato non vorrebbe
Pagine: 224
Immagini: no
Prezzo: 14,00 euro (2015)
Editore: Edizioni Ambiente (Tascabili)
Anno: 2010
Sito: www.edizioniambiente.it

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Questa voce è stata pubblicata il 25 febbraio 2015 da in Enogastronomia, Libri con tag , , .

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